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Seta | metti una sera a cena al Mandarin Oriental

Seta è il ristorante due stelle Michelin diretto dallo chef Antonio Guida del Mandarin Oriental di Milano, hotel di lusso a 5 stelle in Via Andegari, 9.

MI PIACE provare la cucina dei grandi chef, la loro curiosità e la costante ricerca verso prodotti diversi, il ripensarli e accostarli a sapori e condimenti sempre nuovi ti apre il palato, la mente, gli orizzonti sensoriali nel bene e nel male. Ti fa conoscere e diventare amici ingredienti e abbinamenti insoliti a cui non avresti mai pensato.

CENARE una o due volte l’anno in questi ristoranti “stellati” specialmente se sono situati negli alberghi di lusso è sempre un piacere. A quei livelli il budget e la professionalità non mancano mai, i nomi prestigiosi delle grandi catene alberghiere e una clientela abituata a certe comodità e frivolezze che sono tenuti a soddisfare, sono la nostra garanzia di qualità.

IL BAR lo troverete sempre fornito di ottimi alcolici o quant’altro. I barman sono tutti professionisti all’altezza di qualsiasi cocktail a partire da un Martini Cocktail, Bloody Mary o qualsiasi cosa vi va di provare.

SETA il ristorante è una delizia, l’accoglienza è calorosa, non manca proprio niente. Il servizio è impeccabile, i ragazzi di sala bravissimi e sempre attenti. Sicuramente di più non si poteva chiedere come il cambio del tovagliolo e del bicchiere d’acqua prima del dolce, due chiacchiere ogni tanto ma senza esagerare, la tavola grande e spaziosa… niente da dire.

IL MENU proposto dal ristorante Seta nella loro pagina web viene presentato così “Rivisitando le ricette della tradizione con tecniche culinarie creative, il menu dello chef Guida propone una vivace versione moderna della classica cucina italiana.” Qualche informazioni sullo chef tanto per capire dove ha lavorato più una scelta di piatti che spazia a tutto tondo, il Seta è in grado di soddisfare qualsiasi richiesta come Ostriche con patate, peperoni “friggitelli” e salsa allo Champagne oppure Risotto all’anice stellato con scorzonera e polvere di cavolo nero o ancora Anguilla glassata al vino rosso con foie gras e salsa al rosmarino.

Foresta Nera con chantilly al Kirsch, granita di burrata e salsa al Sangue Morlacco

LE MIE IMPRESSIONI sono state contrastanti. Vi dico cos’ho preso io: Ostriche con patate, peperoni “friggitelli” e salsa allo Champagne e come piatto Morone con rosa di Gorizia agli agrumi, banane e salsa curcuma. Per dolce abbiamo diviso un Soufflé ai lamponi e la Foresta Nera (Pastry Chef Nicola Di Lena). La presentazione dei piatti era molto bella, il sapore e l’accostamento degli ingredienti curioso sempre al limite del contrasto. Tengo a sottolineare che non si è mai superato il limite dello “strano” ma aggiungo che il contrasto tra i singoli ingredienti che componevano il piatto ti portavano a spingere il limite del sapore sia come acidità che come completezza dell’insieme un po’ più in là rispetto all’idea che oggi abbiamo della cucina stellata. Ad esempio il Morone un pesce d’acqua dolce dalla carne morbida e molto carnosa nascondeva nel mezzo delle fette di banana e in cima era ricoperto con una trevisana (rosa di Gorizia) molto acida, a fianco una salsa alla curcuma dalle note fortemente indiane. Anche il piatto di Ostriche servite senza conchiglia su una purea di patate con una salsa/spuma allo Champagne e tutto quello che c’era sprigionavano nel palato un sapore al limite, molto pungente… sicuramente particolare.

CONCLUDENDO esco spesso da queste cene “stellate” e mi assale la voglia del risotto alla milanese, una carbonara, la torta della nonna quella soffice magari a strati e ritorno nella mia cucina che mi piace mi rassicura e penso: “Però quanto li vorrei vedere i grandi chef nelle ricette della tradizione con la loro curiosità messa al servizio della quotidianità”. Cosa volete sono un’anima semplice ;)!

RISTORANTE SETA via Monte di Pietà 18, 20121 Milano

Valeria Carimati

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