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pesce, uova

Ricette a base di pesce, uova. Tante idee per preparare i secondi piatti.

pesce, uova verdure e insalate

millefoglie di pomodoro e tonno

ingredienti per 4 persone

3 pomodori ramati
250 g di tonno sott’olio
insalata fresca di stagione
2 cucchiai di maionese
olio extravergine d’oliva
aceto balsamico
sale

Lavare l’insalata e condirla con sale, olio d’oliva, aceto balsamico.

Lavare i pomodori e tagliarli a fette.
Mettere il tonno scolato in una terrina, aggiungere la maionese e, con una forchetta, amalgamare i due ingredienti.

Preparare la millefoglie.
Adagiare una fetta di pomodoro su un piatto aggiungere un pò di tonno poi un’altra fetta di pomodoro, tonno e chiudere con il pomodoro e sopra l’insalata condita.
Preparare nello stesso modo le altre millefoglie di pomodoro.

pesce, uova

mousse di tonno

ingredienti

1 scatola di tonno grande
1/2 barattolo di maionese
qualche filo d’erba cipollina
1 frullatore elettrico
1 sacca da pasticceria

Mettere il tonno nel frullatore.
Se usate tonno sott’olio versare anche l’olio con il tonno; se usate tonno al naturale aggiungere tanto olio d’oliva quanto basta per ammorbidirlo mentre lo frullate.

Lavare l’erba cipollina, tagliuzzarla con la forbice e unirla al tonno frullato.

Aggiungere la maionese già pronta a piacere e mescolare gli ingredienti con un cucchiaio.
Se aggiungete poca maionese resterà una mousse più grezza; se aumentate la dose otterrete una crema. La scelta è personale.

Mettere la mousse in una sacca da pasticceria e conservarla in frigorifero per max 3 giorni.

Ideale per:
– bruschette
– condimento di pasta
millefoglie di pomodoro e tonno
– con uova sode
– base per panini

Natale pesce, uova

La ricetta del salmone marinato

Questa ricetta del salmone marinato è eccezionale, nulla da invidiare al salmone affumicato che si trova già pronto nei negozi. L’unica cosa importante da sapere è che la marinatura deve durare 3 giorni!

Non abbiamo messo volutamente il peso degli ingredienti perché a seconda del peso del salmone farete poi voi le proporzioni seguendo questo suggerimento:

Con 400 gr di trancio di salmone si utilizza circa 1 kg di sale e 1 kg di zucchero.

trancio di salmone
sale
zucchero
erba cipollina, timo, maggiorana
o erbe aromatiche a piacere

Unire la stessa quantità di zucchero e sale in una ciotola.    Aggiungere le erbe aromatiche tritate grossolanamente e mescolare tutto  molto bene.
salmone_marinato_sale_home Fare uno strato sul fondo di una pirofila con una parte del mix  e adagiarci il trancio di salmone. Ricoprire tutto con il resto del mix.
Avvolgere con la pellicola per alimenti e lasciare in frigo per 3 giorni.
Togliere il trancio dalla marinatura e sciacquarlo sotto l’acqua per eliminare i residui.
Tagliare a fettine e condire con olio extravergine d’oliva.

ricetta di Roberta Gallina


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gli speciali pesce, uova piatti estivi

Alici o acciughe | non lo so ma intanto le preparo così

Alici o acciughe… in realtà nessuna differenza sono la stessa cosa.

Le Alici o acciughe hanno 96 calorie ogni 100 grammi, potete capire che possiamo mangiarne veramente tante. Quanto peserà un’acciuga? Quasi nulla. Certo che poi se decidiamo di mangiarle fritte o in altri modi meravigliosi le calorie cambiano ;).

Nella foto sono state preparate nel modo più semplice del mondo. Trovate già pulite al supermercato (è comunque sufficiente togliere la testa e la lisca) le ho messe su carta forno e cosparse di un mix composto da: pane grattugiato, aglio, prezzemolo, scorza di limone, olio extravergine d’oliva, sale e pepe. Infornate a 200 gradi per 5 minuti. TACCCC pronte e gustate.

Queste quattro ricette sono un ottimo modo per valorizzare il loro sapore eccezionale.

d0000000741lpuntarelle_ldpuntarelle, acciughe e aceto balsamico

Hai voglia di sgranocchiare della verdura rendendola gustosa con l’aggiunta delle acciughe, prepara questo antipasto o contorno.

 

crostino-mozzarella-e-acciugaburro d’acciuga con mozzarella su pane croccante

Il burro appena sciolto con l’acciuga è da sballo… per un momento voglioso.

 

d0000000360ltortaacciughericottaldtorta salata con alici e ricotta

La freschezza e la leggerezza per questa torta salata adatta in ogni stagione. Ricotta, alici, profumo di limone, erba cipollina… una delizia.

 

d0000000889ltorta_alici_gratinate_ldtorta di alici fresche gratinate

Cosa c’è di meglio di una torta di alici gratinate? Niente, la semplicità pura.

Alici, pane grattugiato, prezzemolo, aglio… e il sole risplende sulla tavola.


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Magazine Natale pesce, uova

Le Ostriche Belon sono una delle varietà più pregiate

Le ostriche (non solo le ostriche Belon) sono delle creature affascinanti ed enigmatiche e se le osserviamo con occhi diversi possono raccontarci tantissime storie. Quando ci vengono servite a tavola, magari in un bellissimo vassoio, dovremmo fermarci un attimo ad ascoltare il sospiro amoroso dell’oceano, così come le aveva definite il poeta irlandese Séamus Heaney. Dodici occhi mi guardavano dal piatto, asperse di limone e di tabasco scriveva in una sua poesia Anne Sexton. Dietro il loro aspetto rugoso e poco invitante si celano esseri che hanno solo un modo per proteggersi dal mondo e da ogni corpo estraneo: partorendo perle, direbbe ancora oggi lo scrittore latino Plino il Vecchio. Sì, perché questi piccoli molluschi che passano tutta la loro vita abbarbicati agli scogli più prossimi alle coste, a bassa profondità, evitano ogni possibile irritazione ricoprendo l’intruso, che sia pure un piccolo granello di sabbia, con la madreperla. Un piccolo atto di difesa che diventa creazione di grande bellezza.

Dove conviene comperare questi strani animaletti che Casanova definiva il nettare degli dèi?

Ce ne sono più di 30 tipi sul mercato, di varie età e grandezza. L’importante è verificare, nel momento dell’acquisto, che le ostriche siano ancora vive, che le ostrichevalve siano chiuse e che il mollusco sia immerso nel suo liquido quando vengono aperte. Il momento migliore per degustarle è dopo il quinto giorno dalla raccolta. Quello che possiamo fare specie quando le ordiniamo in un ristorante e le vogliamo freschissime non è interrogare il cameriere sui giorni di pesca del mollusco, ma assicurarci che il guscio sia ben chiuso (altrimenti l’ostrica potrebbe essere morta e piena di batteri), non danneggiato e di un colore bianco lucido e che la carne dell’ostrica non sia secca e asciutta e con un colore tendente al grigio, marrone o, peggio ancora, al nero. Se invece le compriamo personalmente è fondamentale sapere se provengono da allevamenti certificati che garantiscano la conservazione ideale (in orizzontale, così da non perdere la loro acqua) e la tracciabilità del prodotto. L’impresa non è ancora finita! Una volta a casa con le nostre ostriche sarà arduo aprirle o forse impossibile se non possediamo un coltello da ostriche. Sarà necessario anche indossare dei guanti di gomma, altrimenti basterà avvolgere la nostra ostrica in un panno spesso, poi inserire la lama corta e appuntita del coltello tra le due valve e farlo ruotare con molta delicatezza fino a farle staccare. Et voilà! Facile a dirsi.

Siamo giunti oggi alla conclusione che sia corretto gustare le ostriche Belon solo in determinati mesi dell’anno.

Non si fermano qui le stranezze di queste particolari conchiglie su cui sono fiorite tante leggende e credenze nel corso dei millenni. Attraverso la tradizione ostriche1dei bretoni, grandi coltivatori di ostriche, siamo giunti oggi alla conclusione che sia corretto gustarle solo in determinati mesi dell’anno, quelli privi della lettera “R” nel nome inglese. Sembra che nei mesi esclusi, quelli più caldi dell’anno, sia poco salutare consumarle perché le ostriche potrebbero risentire delle alte temperature. C’è anche un’altra teoria, forse più attendibile, secondo cui i mesi senza la lettera “R” nel nome corrispondono al periodo in cui le ostriche depongono le uova. Di certo non si muore, ma pare che il sapore non sia proprio quello che conosciamo. Quello che potremmo forse non sapere è quali sono le più buone. Sembra che le migliori siano quelle provenienti dagli allevamenti marini francesi o dagli allevamenti fatti sulle coste europee dell’Atlantico, in particolare nella regione di Merennes-Oléron e nella Bretagna meridionale. Ed è qui che troviamo le cosiddette ostriche Belon, una delle varietà più pregiate fra le Ostrea edulis, dette anche plate o gravette, riconoscibili dalla loro forma tondeggiante e considerate le più prelibate.

Vino o champagne?
Una volta a tavola, che sia quella della propria casa o quella di un ristorante, resta solo un grande dubbio amletico da risolvere prima di gustarci i nostri piccoli molluschi: vino o champagne? Sembra che il matrimonio tra ostriche e champagne non sia mai stato così felice. La presenza dello zinco delle prime non si sposa perfettamente con la forte acidità del secondo. Le ostriche hanno carattere ed è facile che anche un buon vino scompaia dietro il loro sapore intenso. Il loro compagno ideale sembra essere il Muscadet, un vino bianco della Loira francese, secco, leggero e fruttato. A seguire il tedesco Riesling e i francesi Sauternes e Chablis. In ogni caso lasciamo che l’ostrica brilli di luce propria, anche senza la sua perla.


Giusy Nicosia

 a cura di
Giusy Nicosia
giornalista pubblicista freelance che scrive principalmente di cultura, lifestyle, attualità ed enogastronomia. È anche un’addetta stampa, conduttrice tv, fotoreporter, storyteller, web editor e social media manager. Le sue specialità sono le interviste. Ama scrivere poesie, la buona cucina, girare il mondo e leggere storie e filastrocche ai bambini.


Curiosità:

– L’ostrica è apparsa sul nostro pianeta circa cento milioni di anni fa. In Gran Bretagna è stata trovata una gigantesca, la più grande del mondo, ostrica fossile di 145 milioni di anni fa, risalente al Triassico. Pare che questo esemplare abbia vissuto per oltre 200 anni. La notevole rilevanza scientifica della scoperta potrebbe essere accresciuta dalla possibilità che ci sia dentro l’enorme mollusco una perla di grandissime dimensioni. La risonanza magnetica a cui è stata sottoposta l’ostrica rivela l’effettiva presenza di un enorme corpo tondeggiante, ma gli scienziati hanno preferito lasciare intatto il fossile e la perla avvolta nel mistero.
– Le ostriche producono una sostanza molto simile al cemento per potersi attaccare alla roccia o al corallo.
– In Irlanda, precisamente nella cittadina di Galway, ogni anno dal 1954 ad oggi viene celebrato il “Galway International Oyster & Seafood Festival”, durante l’ultimo weekend di Settembre, un festival dove si consumano ostriche e birra a ritmo delle danze irlandesi.
Háoyóu, o latte di mare, è la famosa oyster sauce usata nella cucina cinese. È nata per l’errore di uno chef cantonese che si era dimenticato una padella piena d’ostriche sul fuoco. Dopo aver scoperto che queste erano diventate una salsa gustosissima, il signor Lee Kum Kee ha deciso di commercializzare la salsa. Era il 1888.
– Nel 1872 a New York si spendeva più in ostriche che in tutti gli altri alimenti messi insieme. Non solo quindi la mitica città diventò quella che oggi si chiama Grande Mela, ma è stata anche una “Grande Ostrica”.
– L’ostrica è stata consumata sin dalla preistoria e venne particolarmente apprezzata dagli antichi Greci e dai Romani. Furono questi ultimi che, per venire incontro alle richieste crescenti, decisero di allevare le ostriche in cattività.
– Le ostriche sono un concentrato di micronutrienti a partire dagli acidi Omega 3 e rappresentano una delle poche fonti naturali della vitamina B12, necessaria per il metabolismo delle proteine e dei grassi. Hanno poche calorie e sono ricche di sali minerali come ferro, fosforo, sodio e iodio e proteine, ma non è ideale mangiarne troppe, poiché contengono molto colesterolo per quanto ultimamente sia stato rivisto il quantitativo di colesterolo grazie a tecniche di calcolo più sofisticate, ridimensionando così il problema. Inoltre non sono adatte a donne in gravidanza o in fase di allettamento e ai bambini molto piccoli, perché sono alimenti potenzialmente allergizzanti.
– L’allevamento di ostriche è uno dei più sostenibili al mondo: ha un impatto così basso sull’ambiente che è perfino permesso nelle riserve marine. Le barriere costituite dalle ostriche, dette filoni galleggianti, contribuiscono a ripristinare l’ecosistema e a filtrare l’inquinamento. Inoltre quasi il 100% delle ostriche che consumiamo provengono dagli allevamenti, che garantiscono spesso la sostenibilità ambientale se pensiamo ai più moderni sistemi di acquacultura.
– Nel Medioevo erano proibite perché considerate troppo lussuriose.
– Una sorta di galateo vuole che ne vengano servite da 6 a 9 per commensale.
– Si è sempre pensato che dietro all’associazione dell’ostrica/cibo afrodisiaco si nascondesse una verità scientifica e cioè che il mollusco dell’amore contenesse un’alta percentuale di zinco, stimolatore degli ormoni e del testosterone. Ultimamente è stato dimostrato che ciò non sia sufficiente ad accendere la libido. Gli studi che nel corso degli anni hanno documentato la presenza nei molluschi di rari amminoacidi che aumenterebbero il livello degli ormoni, stimolando l’attività sessuale, non hanno trovato seguito nell’ambiente scientifico.
Cicerone mangiava enormi quantitativi di ostriche convinto che il fosforo e lo zinco di cui sono ricche favorisse l’eloquenza. Quante ne mangiano i politici di oggi???
– Nell’età classica greca e romana a partire da Omero, le perle delle ostriche erano considerate fenomeni d’ispirazione divina. I seguaci di Aristotele facevano riferimento ai fulmini che colpiscono le acque nelle notti tempestose.
– I Romani sapevano come conservare le ostriche e il gastronomo Apicio che fu l’inventore del metodo fece pervenire delle ostriche freschissime a Traiano.
– Secondo Plinio, l’ostrica aveva un posto distinto alla mensa dei gastronomi romani.
– L’aspetto passionale e misterioso della vita dell’ostrica ispirò a Verga il concetto di “Ideale dell’Ostrica”, descritto nei “Malavoglia”. Con questo romanzo, infatti, lo scrittore dimostrò che come l’ostrica vive sicura finché resta avvinghiata allo scoglio dov’è nata, così l’uomo vive sicuro
finché non comincia ad avere desideri di miglioramento.
– Dicono che l’imperatore romano Claudio II una volta mangiò 1.000 ostriche, l’una dopo l’altra. E si narra che Casanova fosse solito mangiare fino a 50 ostriche ogni mattina e altrettante prima e durante gli incontri amorosi.
– Troviamo le ostriche in opere d’arte che esprimono un senso di natura morta, come nei quadri di Manet, oppure in opere dove vengono associate a beltà femminili fiamminghe come nei dipinti di Jan Steen.

Non mangio mai ostriche. Il cibo mi piace morto. Non malato, né ferito, morto. (Woody Allen)
L’ottimista è un uomo che, senza una lira in tasca, ordina delle ostriche nella speranza di poterle pagare con la perla trovata.
(Ugo Tognazzi)


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pesce, uova

Salmone marinato al forno | Japanese style

Salmone marinato al forno | la praticità della cucina giapponese entra di prepotenza sulla nostra tavola con questa ricetta meravigliosa. Mirin, miso, olio di semi, tutti ingredienti della cucina asiatica e in particolare modo  di quella giapponese. La marinatura di questo salmone conquisterà il favore dei vostri ospiti. Una ricetta veloce, sana, assolutamente ispirata alla cucina di oggi. Francesca d’Orazio Buonerba come sempre con le sue ricette riesce a portare lo stile e il gusto a tavola.

LA RICETTA

  • 1/2 salmone intero o 4/5 tranci
  •  2 cucchiaini di miso
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 2 cucchiai di mirin
  • 2 cucchiai di olio di semi

Accendere il forno a 180 gradi.

Controllare che il salmone non abbia spine passando un dito sulla carne avanti e indietro, nel caso ce ne fossero toglierle con una pinzetta. Le spine del salmone sono grandi e si trovano con estrema facilità.

salmone marinato1Tagliare il salmone in tranci, all’incirca 4 o 5, sciacquarli e metterli in una terrina. In un’altra terrina preparare la marinatura. Miso + mirin + olio di semi + erba cipollina o un cipollotto affettato + zucchero, mescolare tutto e versare sui tranci di salmone. Marinare per 30 minuti. Non aggiungere ne sale ne pepe.

salmone marinato2Preparare una teglia ricoperta da carta forno, disporvi i tranci di salmone e la loro marinatura. Infornare per 20 minuti circa.

Servire con del riso pilaf e una verdura cotta al vapore e leggermente saltata in padella.

Ricetta di Francesca d’Orazio Buonerba


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Pancarré al forno con uova e mortadella

Se desiderate qualcosa di gustoso, tipo un bel pancarré al forno, ecco una ricetta deliziosa che si adatta a qualsiasi stagione e che può essere accompagnata con un’insalata o con delle patate. Perfetta anche per un brunch, per un light lunch o per un picnic al parco!

Questo pancarré al forno sarà un vero trionfo per i sensi. L’asparago, ortaggio protagonista della primavera, sarà delicatamente esaltato dalle uova. Il tutto  racchiuso in questo sfizioso cestino.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

4 uova
4 fette di pancarré
1 fetta di mortadella
1 asparago o altra verdura di stagione
burro q.b.
4 stampi da muffin
sale
pepe

Preriscaldare il forno a 200°C.
Imburrare i quattro stampi.
Con una forbice o un coltellino eliminare il bordo alle fette di pancarré.
Spalmarle di burro da un lato solo.

Incastrare molto delicatamente una fetta di pane in ogni stampo tenendo la parte imburrata verso l’alto.

Dividere la mortadella in quattro parti e adagiarne un pezzetto su ogni fettina di pane.

Rompere un uovo nel centro di ogni stampo. Aggiungere per ogni uovo una punta di asparago cotto a vapore o un’altra verdura di stagione. Infine  salare, pepare e infornare per 20 minuti.

Se si desidera un uovo meno cotto e quindi più morbido, basterà accorciare il tempo di cottura a 10 minuti. Altrimenti in 20 minuti otterremo un uovo sodo, cotto al puntino.

Servire i cestini appena sfornati accompagnati con dell’insalatina fresca di stagione oppure con delle patatine lessate. Buon pancarré al forno e buon appetito!

 

Lo sapevate che…

  • pancarré deriva da  pan(e) e  dalla parola francese carré  (quadrato, per la forma). Questa espressione pseudo-francese (ignota in Francia è anche la sua sporadica correzione in pain carré) indica il pane in cassetta, per la sua tipica forma quadrata.
  • Secondo una ricostruzione molto fantasiosa  sembra che il pancarré sia nato a Torino, nel corso del XIX secolo.  Probabilmente questo tipo di pane  era davvero molto diffuso nel capoluogo piemontese (da qui l´invenzione del tramezzino),  ma oggi non esistono prove documentali certe che ne attestino la presenza prima della sua diffusione in Francia.
  • Il pancarré è  il pane maggiormente diffuso in Giappone, dove è chiamato “shokupan” e viene consumato anche non tostato durante i pasti.

 


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pesce, uova piatti estivi uova

Canapè fiorito | il piccolo antipasto felice tra i fiori

Il canapè è un piccolo antipasto… solitamente preparato con cura… mangiabile in un solo morso… spalmato con salse o burro (wikipedia cucina).

Che bella idea questo antipasto da far trovare già sulla tavola al momento dell’arrivo degli ospiti.

I fiori eduli aggiungono quel tocco di freschezza di stagione. I fiori eduli sono fiori commestibili, trattati in modo particolare con coltivazioni in completa assenza di pesticidi chimici e assolutamente biologici. Per essere sicuri che il fiore che state per mangiare non sia velenoso c’è una semplicissima indicazione: comperatelo e non fate il classico fai da te!

Il canapè è una frolla a base di formaggio e pesto che da vita ad un cracker gourmand. Se siete troppo pigri per prepararlo usate dei crackers già pronti.

La ricotta può essere sostituita con della robiola, l’importante è scegliere un formaggio fresco e cremoso.

LA RICETTA

per il canapè (una frolla al formaggio e pesto):

350 g di farina
120 g di acqua o vino
60 g di pesto
60 g di formaggio grattugiato
60 g di olio extravergine d’oliva
10 g di lievito
sale a piacere

per accompagnare:

250 g di ricotta fresca
insalata fresca di stagione
cetriolo
lamponi
fiori eduli
uova di quaglia sode
1 tasca da pasticceria con beccuccio a stella

canape-fiori

Impastare tutti gli ingredienti del canapè, formare una palla e avvolgerla nella pellicola. Farla riposare in frigorifero per 30 minuti circa.

Preriscaldare il forno a 180°C.
Stendere l’impasto del canapè e con un coltello tagliare dei quadrotti della grandezza e dello spessore di un cracker. Metterli su una teglia ricoperta da carta forno e infornare per 15 minuti.

Nel frattempo preparare la base stendendo dell’insalata fresca di stagione su un piatto da portata grande. Decorare il piatto con fiori eduli colorati.

Mescolare la ricotta in una terrina, condirla a piacere poi metterla in una tasca da pasticceria con beccuccio a stella.

Quando i canapè si sono raffreddati, farcirne ognuno con un po’ di ricotta e sopra, in modo alternato: uova di quaglia, cetriolo, lamponi… ma anche papaia, pomodori, more. Metterli a piacere sopra al prato di insalata e fiori eduli.

ricetta di Francesca d’Orazio Buonerba


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pesce, uova verdure e insalate

A Top Gusto Lombardia abbiamo preparato l’insalata di salmone

A TopGusto Lombardia  abbiamo realizzato una veloce insalata di salmone.

Quella volta che ospiti di Giorgia Colombo a Top Gusto Lombardia canale tematico di Telelombardia abbiamo cucinato durante la puntata dedicata al Natale una sfiziosissima insalata ai due salmoni: uno affumicato e l’altro in scatola. Una ricetta ideale in qualsiasi periodo dell’anno perché il salmone si trova sempre in commercio e anche gli altri ingredienti, tutti molto semplici.

Il nostro consiglio: servitela con dei crostini di pane caldo, qualche patata al vapore e una fresca insalata verde di stagione.

LA RICETTA

200 g salmone affumicato
250 g salmone al vapore al naturale
2 uova sode
1 mazzo d’erba cipollina
2 cipollotti piccoli e teneri
2 cucchiai di maionese
1 cucchiaino da caffè di tabasco
2 cucchiai d’olio d’oliva extravergine
sale e pepe


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pesce, uova torta salata

la nostra quiche lorraine

Versione light per questa famosa torta salata francese. Abbiamo preparato una quiche con la base integrale, niente panna e dalla forma quadrata.
Se volete farla con la classica brisèe queste sono le dosi:
250 gr di farina – 150 gr de burro – 5 g di sale e un tuorlo sbattuto in 5 cl d’acqua.
la base: integrale e senza uovo
150 gr di farina integrale
100 gr di burro freddo
1/2 cucchiaino di sale
Mettere la farina in un robot da cucina, unire il burro freddo e 1/2 cucchiaino di sale fino. Frullare a velocità alternata fino ad ottenere un composto sabbioso. Trasferire il composto in una ciotola, aggiungere 1/2 dl d’acqua ghiacciata, poca per volta, lavorandolo con una forchetta. Finita l’acqua iniziare a lavorarlo con le mani fino a formare una palla. Avvolgerla con la pellicola e riporla in frigorifero per 30 minuti almeno.
preparazione
Stendere la base integrale con un matterello e disterderla nella tortiera antiaderente. Procedere con uno strato di pancetta a fette circa 100 gr poi 200 gr dl formaggio tipo toma a dadini piccoli o grattugiato e infine 3 uova sbattute bene e condite con sale e pepe.
cottura
Infornare a 190°C per 25 minuti circa.

ricetta di Roberta Gallina

pesce, uova

salmone affumicato marinato

ingredienti per 1 persona

2 fette di salmone affumicato
2 fili di erba cipollina fresca
1/2 limone
q.b. di olio extravergine d’oliva
sale fino

Mettere le fette di salmone affumicato su un piatto piano.

Preparare una citronette: emulsionare in una ciotolina del sale fino, il succo del mezzo limone e qualche cucchiaio di olio extravergine d’oliva. Mescolare con una piccola frusta o una forchetta per 1 minuto.

Lavare e asciugare delicatamente i fili d’erba cipollina. Tagliare un filo in piccoli pezzettini ed aggiungerlo alla citronette.

Versare la citronette sul salmone, coprire con della pellicola, lasciare riposare per 30 minuti.

Servire il salmone marinato con il filo d’erba cipollina rimasto, aggiunto all’ultimo momento.

pesce, uova piatti estivi

Merluzzo al pomodoro in padella

Ma che ricetta stragustosa.
Comodissima col merluzzo surgelato già tagliato in tranci. Ricordarsi di scongelarlo prima di cuocerlo.
Come lo vogliamo accompagnare questo merluzzo al pomodoro? Polenta, purea, patatine fritte, riso in bianco…

Merluzzo al pomodoro per 4 persone

  • 4 filetti di merluzzo
  • 200 g di passata di pomodoro
  • 20 olive nere denocciolate
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio d’oliva
  • sale e pepe

Scaldare tre cucchiai d’olio in una padella antiaderente, unire lo spicchio d’aglio e appena è dorato toglierlo.
Mettere i filetti di merluzzo, rosolarli da entrambi i lati a fuoco vivace per qualche minuto.
Salare e pepare.
Abbassare la fiamma e continuare la cottura per cinque minuti.
Aggiungere la passata di pomodoro, amalgamarla bene al merluzzo e cuocere per altri dieci minuti.
Qualche minuto prima della fine cottura unire le olive nere e i capperi.

pesce, uova uova

cestini d’uovo e mortadella

ingredienti per 4 persone:

4 uova
4 fette di pan carrè
1 fetta di mortadella
burro q.b.
4 stampi da muffin
sale
pepe

Preriscaldare il forno a 200°C.
Imburrare i quattro stampi.
Con una forbice o un coltellino eliminare il bordo alle fette di pan carrè.
Spalmarle di burro da un lato solo.

Incastrare molto delicatamente una fetta di pane in ogni stampo tenendo la parte imburrata verso l’alto.
Dividere la mortadella in quattro parti e adagiarne un pezzetto su ogni fettina di pane.
Rompere un uovo nel centro di ogni stampo, salare, pepare e infornare per 20 minuti.

Servire i cestini appena sfornati accompagnati con dell’insalatina fresca di stagione oppure delle patatine lessate.

pesce, uova

bruschetta di verdure con tagliatelle di seppia

Ingredienti per 4 persone

1 cipolla
1 melanzana
1 peperone
1 seppia grande cruda (preventivamente congelata)
1 vasetto di yougurt bianco
4 fette di pane
olio d’oliva extravergine
pepe

Da preparare prima: pulire la seppia, chiuderla arrotolata come un salame nella pellicola e riporla nel congelatore.

Cuocere in forno, preventivamente acceso a 180°, la cipolla, la melanzana e il peperone interi, conditi con un filo d’olio per 35 minuti.
Una volta tirate fuori dal forno le verdure lasciarle rafreddare chiuse in una terrina con la pellicola in modo che siano più facili da pelare. Una volta pelate, le verdure andranno tagliate a stiscioline sottili (dalla parte della lunghezza) e assemblate insieme. Quindi affettare la seppia congelata per ricavare delle sottili “tagliatelle” da saltare in padella con dell’olio mentre si mettono a tostare nel forno le 4 fette di pane.

Procedere all’impiattamento di ciascuna porzione in questo modo: stendere il composto di verdure sopra alla fetta di pane tostato, coronare con una forchettata di tagliatelle di seppia, decorare il piatto con una pennellata di yougurt spolverato con il pepe.

ricetta dello chef Federico Spagnoli

gli speciali pesce, uova

6 volte salmone

Festeggiamo l’arrivo del nuovo anno con 6 ricette al salmone. Dalla colazione al pranzo formale, con quale ricetta accoglierete il 2015? Buon Anno a tutti!

salmone marinato

Ricetta davvero sfiziosa ma con 3 giorni di marinatura quindi… meglio sbrigarsi.

salmone marinato

salmone marinato… fast

Se non avete dei giorni a disposizione ma solo poche ore ecco la soluzione.

salmone marinato… fast

come un grande chef

Amate i grandi chef e trovate soddisfazione solo cucinando le loro ricette.

insalata di salmone glassato con spinaci e rapanelli

tramezzini tra amici

Aperitivo in compagnia, cosa c’è di meglio di piccoli tramezzini glamour.

tramezzini al salmone

a colazione

Colazione extralusso per queste uova al salmone.

uova strapazzate al salmone

un primo chic

Un primo piatto con le uova di salmone come tocco finale ma indispensabile.

crema di cavolfiore con uova di salmone