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    Terremoto di solidarietà a Pasqua per Accumoli

    È un vero terremoto di solidarietà quello che si sta scatenando per Pasqua. Due collettività unite da uno straordinario gemellaggio “del cuore”. Una gara di solidarietà spontanea, fatta in sordina e senza clamori, al solo scopo di voler dare una mano e portare un po’ di gioia a chi è in difficoltà. Un pluri-premiato maestro dell’arte del cioccolato, al quale viene in mente un’idea senza precedenti per far felici dei bambini il giorno di Pasqua. E infine un’associazione onlus che raccoglie la sfida, e scende in campo con tutti i suoi contatti per organizzare “materialmente” e logisticamente i dettagli di un’iniziativa altrimenti quasi impossibile! Ovvero: trasportare per ben 610 chilometri, attraverso la Penisola, un gigantesco uovo di cioccolato artigianale alto più di due metri e pesante quasi 2 quintali, con al suo interno tantissime sorprese destinate ai bambini del Comune di Accumoli, che hanno dovuto abbandonare le proprie case e trasferirsi a San Benedetto del Tronto a seguito del terribile terremoto che ha colpito l’Italia Centrale lo scorso agosto. Questo è un terremoto di solidarietà che non ha precedenti.

    Sono questi gli ingredienti della storia che vi vogliamo raccontare. Una storia che ha il sapore di altri tempi e che mostra il volto di un’Italia operosa e buona, che ancora esiste e di cui possiamo e dobbiamo andare fieri! Una storia che vede come protagonisti principali da un lato il Comune di Castellazzo Bormida, in provincia di Alessandria, con il suo sindaco e l’intera collettività locale e dall’altro il Comune di Accumoli, paesino di 745 anime in provincia di Rieti, gravemente colpito dal terremoto di agosto.  Al loro fianco, nel ruolo di attori comprimari alcuni imprenditori e associazioni di Castellazzo Bormida: a cominciare da Giacomo Boidi, titolare della Giraudi Cioccolato Artigianale che ha avuto l’idea e poi ha prodotto e donato l’uovo di cioccolato fondente di circa 180 chili; per continuare con l’associazione onlus “Un chicco per l’Africa”, che sta organizzando alacremente tutto quanto è necessario per fare arrivare “sano e salvo” questo gigantesco uovo di cioccolato ai bambini di Accumoli, proprio il giorno di Pasqua.  È uno stupendo terremoto di solidarietà. Per arrivare all’artista Mario Fallini, che ha reso ancora più bello l’uovo decorandolo esternamente con due splendide figure di Pinocchio alte circa un metro; fino alle numerose aziende che hanno contribuito alla raccolta delle tante sorprese nascoste nell’uovo. Per non parlare, infine, dei numerosi cittadini di Castellazzo Bormida che hanno voluto contribuire con donazioni personali e anonime, pur di aiutare a coprire tutte le spese e rendere possibile questa bellissima iniziativa!

    Un terremoto di solidarietà, un gemellaggio, quello tra il Comune di Castellazzo Bormida e il Comune di Accumoli, che non a caso abbiamo definito “del cuore” perché di fatto non ha proprio nulla di istituzionale. Al contrario, esso è nato dalla casuale scoperta fatta dal sindaco di Castellazzo Bormida, nei giorni immediatamente successivi al sisma, di condividere con il Comune di Accumoli la medesima Santa Patrona, ovvero la Madonna Addolorata.

    «Il 30 agosto scorso – racconta Gianfranco Ferraris, sindaco di Castellazzo Bormida – avevamo in programma una conferenza stampa per presentare al pubblico il Settembre Castellazzese, cioè la rassegna di tutte le manifestazioni sportive, culturali e ricreative che si svolgono nel nostro paese in occasione della festa della Santa Patrona. Ma proprio poche ore prima dell’incontro con i giornalisti, ho scoperto che in quegli stessi attimi ad Accumoli stavano portando via dalla loro chiesa, danneggiata dal sisma, la statua della Madonna Addolorata, Santa Patrona anche del loro Comune. Di conseguenza, dopo aver consultato il nostro Parroco, nel corso della conferenza stampa mi è venuto naturale esprimere alcune riflessioni “a voce alta”. Perché noi ci stavamo apprestando a trascorrere un mese di festeggiamenti e di iniziative gioiose, ma in quelle stesse ore c’erano altre comunità che sicuramente non erano dello stesso spirito. Come ad esempio quella di Accumoli, che tra l’altro condivideva con noi la devozione per la medesima Santa Patrona. Quindi ho proposto di devolvere a loro gli incassi delle attività già in programma, ma soprattutto di organizzare nuove iniziative atte alla raccolta di fondi per la Comunità di Accumoli». E così infatti è stato.

    Dopo aver immediatamente instaurato un contatto diretto con Stefano Petrucci, Sindaco di Accumoli, e con la sua comunità, la catena di solidarietà spontanea partita da Castellazzo Bormida non si è più fermata e si è concretizzata in gesti importanti quali ad esempio la donazione da parte della onlus locale “Un Chicco per l’Africa” di una roulotte, servita per alloggiare un allevatore di Accumoli vicino ai suoi animali, e successivamente anche di due container ad uso ufficio, che sono serviti a creare un piccolo aggregato abitativo.

    Contemporaneamente, attraverso l’organizzazione di numerose iniziative quali una cena per la raccolta fondi, un torneo di calcio giovanile, un torneo di Burraco e tante altre, l’intera collettività di Castellazzo Bormida si è resa disponibile a partecipare attivamente al solo scopo di raccogliere fondi per Accumoli. Inoltre, molti cittadini – anche dei Comuni limitrofi – sapendo che i fondi raccolti sarebbero stati consegnati direttamente nelle mani dei terremotati, hanno scelto di contribuire con donazioni individuali. Risultato: ad oggi già due volte una delegazione di cittadini di Castellazzo Bormida è scesa ad Accumoli per consegnare di persona le donazioni raccolte. Sarebbe bello poter sempre assistere a un terremoto di solidarietà come questo.

    «A nome dei miei concittadini, e mio personale, voglio esprimere un grazie sincero al Sindaco ed alla comunità di Castellazzo Bormida per questa iniziativa che sicuramente farà piacere a tutti gli abitanti di Accumoli, ma soprattutto ai più piccoli – commenta Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli -.  Questa iniziativa, infatti, è un terremoto di solidarietà, un qualcosa di straordinario e gioioso in una Pasqua che purtroppo per Accumoli è straordinaria per ragioni molto più tristi, a causa del terremoto. Inoltre, l’arrivo dell’uovo gigante per i più piccini segue altri incontri con la loro comunità, nei quali da Castellazzo Bormida sono arrivati per noi fondi, attrezzature e mezzi».

    Dunque, con la consegna dell’enorme uovo di cioccolato arriviamo a terzo viaggio della solidarietà in partenza da Castellazzo Bormida.

    Ma come è nata l’idea di questa grande sorpresa per i bimbi di Accumoli? Ce lo spiega proprio Giacomo Boidi, titolare della Giraudi ed ideatore del progetto: «Un giorno di fine gennaio pensando ai soggetti pasquali da dedicare ai più piccini, non ho potuto fare a meno di immaginare come sarebbe stata la Pasqua per i bambini di Accumoli, ai quali il terremoto ha fatto tremare la vita. Come potergli donare un attimo di gioia ed un sorriso? Beh con una sfida: realizzare l’uovo più grande che io avessi mai fatto! E quindi, con i miei collaboratori, ho dato inizio a questo progetto: creare un uovo alto 2,20 metri con una circonferenza di 380 centimetri ed un peso di circa 180 chili. Con all’interno tante sorprese da poter rendere felici questi bambini».

    E così arriviamo al presente ed alla imminente partenza del gigantesco uovo di cioccolato da Castellazzo Bormida. Non ci sarà un terremoto di solidarietà così bello come in questa Pasqua.

    Per motivi logistici, la consegna dell’uovo avverrà a San Benedetto del Tronto, dove la maggior parte degli abitanti di Accumoli si è trasferita dopo il sisma. In particolare, l’enorme uovo di cioccolato pieno di sorprese sarà donato ai bambini il giorno di Pasqua, alle ore 16,00 presso l’Hotel Relax. Il che significa che – sfida nella sfida! – quest’uovo pesante quasi 2 quintali dovrà viaggiare per ben 610 chilometri attraversando mezza Italia.

    «Quando Giacomo Boidi mi ha parlato del suo progetto, ho voluto subito condividere l’iniziativa, in quanto essendo già stato ad Accumoli per portare altri aiuti con il nostro Sindaco, e la mia Associazione “Un Chicco per l’Africa”, conoscevo la triste situazione – spiega Simone Aiachini, presidente dell’onlus castellazzese che sta fornendo tutto il supporto logistico -. Ho visto in lui l’entusiasmo e la volontà di realizzare un uovo o meglio un’opera che solo un grande artista poteva riuscire a realizzare. Così mi sono subito messo in moto alla ricerca, non facile, del furgone con caratteristiche necessarie per il trasporto. Ho contattato Alberto Pelissero della ditta Pelissero, mio cliente ed amico, il quale, apprezzando in pieno l’iniziativa di Giacomo, senza nessuna esitazione mi ha messo a disposizione un suo furgone. Ora dobbiamo solo sperare che tutto vada per il meglio. Ci auguriamo di  portare un po’ di spensieratezza e felicità a tanti bambini e a questo punto non ci resta che partire!!!».


    Giusy Nicosiaa cura di Giusy Nicosia
    giornalista pubblicista freelance che scrive principalmente di cultura, lifestyle, attualità ed enogastronomia. È anche un’addetta stampa, conduttrice tv, fotoreporter, storyteller, web editor e social media manager. Le sue specialità sono le interviste. Ama scrivere poesie, la buona cucina, girare il mondo e leggere storie e filastrocche ai bambini.